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FINE SETTIMANA LANTERIANO
FINE SETTIMANA LANTERIANO Stampa

Dal 20 al 22 agosto, su iniziativa del Rettore Provinciale degli OMV per l’Italia, Padre Carlo Rossi, la famiglia Lanteriana si è riunita, presso il Centro di Spiritualità Mondo Migliore (Rocca di Papa), per un incontro dal titolo “Sentire cum Ecclesia – Individualismo e comunione ecclesiale” tenuto dal Rettor Maggiore Emerito degli OMV Padre Patrice Véraquin.

Per l’incontro, ultimo di una serie svoltisi negli anni passati e sempre aventi ad oggetto la spiritualità del Padre Lanteri e il carisma Ignaziano, è stata scelta la formula del ritiro, intercalando le relazioni con momenti di preghiera e riflessione personale e successiva condivisione in gruppi e/o in sala. A tale scopo sono stati proposti da P. Patrice brani della Scrittura, del Magistero e alcuni passi scelti fra vari autori.

Nel corso del ritiro, iniziato il pomeriggio del venerdì e conclusosi la domenica mattina, P. Patrice ha proposto una riflessione sull’individualismo nello sviluppo della società occidentale e la sua relazione con la comunione ecclesiale, riassunta nel motto “Sentire cum Ecclesia”.

Partendo dall’analisi della nostra società, la quale, pur riconoscendo all’individuo un posto importante, soffre i mali della solitudine, crisi dell’impegno, frammentazione dei legami sociali, si è percorso il passaggio, avvenuto nel corso della storia, dalla società olistica alla società individualista. In particolare si è messo in evidenza come l’individualismo, a seconda delle situazioni, possa portare sia alla valorizzazione dell’uomo che all’iperindividualismo contemporaneo con le sue derive.

E’ stata quindi presa in esame la visione cristiana dell’uomo, il valore dato da questa all’individuo quale creatura pensata e voluta da Dio a sua immagine e somiglianza, ciascuna unica chiamata ad una personale vocazione, e che nella libera risposta ad essa trova la sua piena realizzazione, in essa diventando somigliante a Dio. Questo ci ha dato lo spunto per riflettere sul come dobbiamo guardare all’altro che è sempre e comunque “immagine di Dio”, se pur sfigurata, e a noi stessi che, come scrive il Padre Lanteri, dobbiamo costantemente esercitarci ad avere in ogni occasione “Gesù innanzi agli occhi.... imitarlo nel modo più perfetto, sia quanto all’interno, che all’esterno....conservare la memoria non dissipata, ma dolcemente fissa in Gesù, ad assuefare l’intelletto a vedere e giudicare sempre ogni cosa secondo Gesù, a tenere la volontà sempre tranquilla ed unita a quella di Gesù” e diventare così “una copia viva di Gesù”.

E’ stata posta quindi l’attenzione su come il degenerare dell’individualismo, nonché le possibili reazioni a questo degenerare, possano mettere in pericolo l’unità della Chiesa allontanandola dall’ideale della Chiesa nascente descritta negli Atti degli Apostoli, “la moltitudine aveva un cuore solo ed un’anima sola”, e quindi dal “Sentire cum Ecclesia”. Definizione, quest’ultima, che troviamo in S. Ignazio il quale, alla fine del suo libro di Esercizi Spirituali dà delle regole affinché ci sia “l’autentico sentire nella Chiesa militante”. S. Ignazio intende e “sente” la Chiesa come un tutto unico: visibile e invisibile costituiscono insieme un unico corpo e quindi: amo la Chiesa perché mi porta a Cristo e, se la amo la amo tutta, anche con i difetti, la amo perchè “noi” siamo la Chiesa.

 


DUE TESTIMONIANZE

P. Patrice ha sottolineato come oggi la Chiesa istituzione-gerarchia, quindi l’aspetto visibile, spesso venga posta in opposizione alla Chiesa spirituale, invisibile, dimenticando che tutto ciò che è visibile è al servizio dell’invisibile e, insieme, costituiscono una unità vitale come l’anima e il corpo. Ha evidenziato quindi, l’importanza di seguire le regole proposte da S. Ignazio al fine di formare una retta coscienza che sappia, in libertà, discernere la volontà del Signore.

Un’ultima riflessione è stata fatta sul come vivere da cristiani nella nostra società, emancipata da Dio e che ha relegato il religioso nel privato. Come possiamo noi, pochi cristiani, rispondere ai bisogni del mondo, all’uomo di oggi? Ci sentiamo smarriti come gli Apostoli che a Gesù, che li invita a dare loro stessi da mangiare alle folle, rispondono: “Non abbiamo che cinque pani e due pesci!”. Il cibo che possiamo dare è dialogo, annuncio e impegno. Dialogo, che deve essere ascolto e accoglienza benevola di tutti, anche con le altre religioni, con chi non crede, pur non rinunciando alla Verità che potrà essere accolta solo nella libertà. Annuncio, fatto in virtù del mandato ricevuto da Cristo e del diritto comune di tutti a parlare nella società, in particolare dei temi affrontati dalla Dottrina sociale della Chiesa che, fondata prevalentemente sulla ragione, è valida per tutti. Infine impegno a coltivare la nostra propria identità, chi sono davanti a Dio, cosa Lui vuole da me, quindi curare la preghiera, formare la propria coscienza studiando e approfondendo il Magistero, e soprattutto non fare tutto questo da soli ma inseriti in gruppi o movimenti.

Tutto il tempo è trascorso in un clima sereno e familiare e diversi sono stati i momenti di preghiera comune, S. Messa, lodi e vespri animati tutti dalle suore oblate. I pasti e le pause sono stati occasione per stare insieme in allegria, iniziare nuove amicizie e rinsaldare quelle esistenti. Una solidarietà tutta speciale si è stabilita fra i laici (o meglio laiche!) delle isole, Sardegna e Pantelleria, accomunate dalla tristezza per la partenza degli oblati che hanno lasciato Pantelleria e lasceranno fra breve anche Sassari. I più coraggiosi (oltre tre ore di proiezione!) il sabato sera hanno gustato la visione di un bellissimo film sulla vita di Santa Rita.

Squisita è stata l’ospitalità del Centro grazie alla gentilezza e disponibilità del personale, al bravissimo cuoco e alla simpatia del Direttore del Centro di Spiritualità Padre Jean.


Susanna Toxiri (Sassari)

 

 


 

Con grande entusiasmo ho partecipato all’esperienza del Fine Settimana Lanteriano nella Casa di Spiritualità «Mondo Migliore» dei Padri Oblati a Rocca di Papa (Roma), spinta dal desiderio di sentirmi sempre più parte della famiglia del Venerabile Padre Pio Bruno Lanteri.

Inizialmente il luogo molto vasto e il gran numero di persone che non conoscevo, mi avevano un po’ intimidita, ma il clima fraterno e accogliente che da subito si è creato, ha risposto inequivocabilmente alla tematica che si andava presentando.

Le conferenze sono state magistralmente presentate da P. Patrice Veraquin omv e la presenza di tutti gli altri Padri OMV, primo fra tutti il P. Provinciale Carlo Rossi, e delle Suore OMVF ha incorniciato l’ambiente con la loro accoglienza e il loro calore. Infatti tutti i partecipanti provenienti dalle varie comunità lanteriane, in breve tempo si sono sentiti gioiosamente appartenenti ad un’unica famiglia.

P. Patrice ha toccato l’interesse di tutti esponendo inizialmente la tematica dell’individualità, dalla sua nascita alla sua evoluzione fino ai nostri giorni. Ciò che mi ha fatto riflettere è che l’individualità nell’uomo è nata con la cultura e con la coscienza di sé; fino a quando era impegnato in sole battaglie, non rifletteva su chi era, da dove veniva e dove andava. Ma con l’avanzata dei secoli il valore attribuito al “pensante” ha portato a dare sempre più importanza alla razionalità, rendendo l’uomo padrone del proprio destino e illusoriamente della propria libertà. P. Patrice ci ha illustrato come l’individualismo e poi l’iperindividualismo, ha portato l’uomo di oggi a rigettare ogni autorità, compreso Dio e la natura stessa, disperdendolo nei meandri fallimentari del suo “io” narcisista e prigioniero del suo individualismo. L’illusione sta proprio nel sentirsi liberi, agendo solo secondo i propri desideri, quando invece la scoperta della propria coscienza e della propria spiritualità, con la venuta di Gesù, ci ha insegnato che la vera libertà è l’amore, quello senza riserve dove ci si annulla nell’altro dimenticandoci di noi stessi. E sarebbe come Lui nostro Signore ci ha insegnato: “….dare la vita per i propri amici” (Gv 15,12). Mi sono nutrita delle spiegazioni che P. Patrice ha fatto sottolineando l’importanza della relazione per vivere alla maniera di Dio Trinità d’Amore, dove l’io e il tu diventano noi nella comunione fraterna. Se potessimo avere una coscienza “illuminata”, capiremmo che da sempre siamo in relazione con Dio in quanto siamo a Sua immagine e somiglianza, e quindi incontrando il fratello incontriamo Lui stesso e il nostro essere immagine della Trinità rende anche la nostra relazione trinitaria. Ma purtroppo la società non capisce che la libertà si trova solo uniformandosi a Cristo e al Suo amore, ed è in Lui che scopriamo la nostra vera identità e unicità, scelti e amati da Dio dall’eternità. E pensare che noi possiamo vivere tutto questo nella Chiesa nostra Madre e Corpo Mistico di Gesù Cristo, inseriti vitalmente in Lui, fonte e origine della nostra vera identità e vocazione (cf Ef 1,4): essendo creato ad immagine di Dio, esisto per divenire somigliante a Gesù.

I tre giorni passati a prendere consapevolezza della nostra appartenenza alla Madre Chiesa, attraverso le stupende e ricche conferenze di P. Patrice, ai momenti di discussione comune, alle meditazioni e alla preghiera, nonché ai simpatici momenti di ristoro, ci hanno permesso di vivere esperienzialmente il vero significato del tema “Sentire cum Ecclesia” e cioè di percepire e vivere sulla nostra pelle, l’amore del cuore per la Chiesa che è la nostra Comunità, dove lo Spirito Santo con il Suo Amore avvolge Lei e i suoi componenti in un unico insieme rendendolo Corpo Mistico di Cristo Gesù. La vera libertà è sentirsi parte dell’unico Tutto dove l’individualismo diventa segno d’identità e unità in Dio nostro Signore.

Grazie a tutti i Padri OMV per la ricca opportunità offerta a noi tutti amici laici lanteriani.


Olimpia Di Paolo (Roma)