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Alcune grazie che Maria ci ottiene


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Alcune grazie che Maria ci ottiene Stampa E-mail

 

Scorrendo le pagine degli scritti possiamo vedere che il Lanteri era convinto che l’autentica devozione a Maria ci ottiene diverse «grazie». Ne cito alcune:

a) ci protegge dal Maligno:

«… tutti ci tiene sotto la sua protezione, dei demoni che fuggono al solo suo nome» (1).

b) ci aiuta a superare la tentazione:

«Voglio avere un amore tenero verso Maria Vergine e confidenza in lei di figlio a sua Madre, e in grado tale, che mi paia impossibile che mi permetta di essere vinto e perisca in quella battaglia: ricorrerò dunque a Lei come un pulcino si ricovera sotto le ali di sua madre alla voce del nibbio vorace, e dopo l’atto d’amor di Dio dirò: “Monstra te esse matrem etc. Sub tuum præsidium etc. Maria mater gratiæ etc. » (2).

«Che se nonostante tutte le su accennate avvertenze qualche tentazione contro la purità li assalisse, prima di tutto ricorrano sollecitamente alla preghiera giusta l’avviso dello Spirito Santo. “Sapendo che non l’avrei altrimenti ottenuta, se Dio non me l’avesse concessa… mi rivolti al Signore e lo pregai” (Sap 8,21), e particolarmente invochino l’assistenza di Maria, né cessino di pregarla finché dura la tentazione» (3).

«Modo di vincerle: Fede, orazione, disprezzo, allegria, nomi santissimi di Gesù e di Maria, fortezza di cuore: Resistite fortes in fide; ...» (4).

E a Suor Crocifissa, spiritualmente turbata, il Lanteri scrive:

«Fidatevi più del vostro Celeste Sposo e di Maria Vergine, vostra cara Madre (e più specialmente vostra) quali io sono certo che vi vogliono perseverare da ogni colpa grave: non vi lasciate dunque turbare» (5) 

 

c) ci preserva dal cadere nell’eresia:

«Il B. Liguori somministra pure le armi contro tutti gli errori correnti, e dà il mezzo di precauzionare se stessi e gli altri da simile peste, con eccitare e promuovere in ogni modo ed occasione una devozione filiale e tenera verso Maria Santissima, la quale sola può bastare contro ogni eresia, e di più con procurare una stima grande, ed un forte attaccamento con vero spirito d’obbedienza» (6).

Il Liguori stesso «non ha mancato di raccomandarsi a Dio ed a Maria Santissima per non errare» (7).

d) ci ottiene la grazia di una «stabile e vera compunzione di cuore» per i propri peccati.

«Invocate la protezione di Maria come rifugio dei peccatori, acciò vi ottenga una stabile e vera compunzione di cuore, ed a questo fine visiterete tre volte il suo altare recitando in ogni volta la Salve con aggiungere quel versetto: Fac me vere tecum flere, crucifixo condolere donec ergo vixero [“Fammi sempre piangere con te, condividere i dolori del Crocifisso, finché vivrò”]» (8).

e) ci dà la grazia di «morire interamente» a se stessi «e vivere totalmente per Dio e per il prossimo» (9).

f) ci ottiene di perseverare nel bene; (10)

g) ci ottiene l’amore per le virtù (11) e il desiderio di imitare Maria. E’ una convinzione che emerge, ad esempio, nella lettera che il Lanteri scrive ad una sua penitente e figlia spirituale, Leopolda Mortigliengo:

«Io penso che in questa novena della Santissima Vergine vi occuperete più che mai di allontanare da voi ogni scoraggiamento nel servizio di Dio... e che invece procurerete di esercitarvi con tutto l’impegno negli atti delle virtù teologali, come pure dell’umiltà e della dolcezza così care ai Cuori di Gesù e di Maria; perché in questo mistero dell’Assunzione noi troviamo un modello bellissimo di queste virtù, un invito dolcissimo a praticarle, una protettrice potente e sollecita ad aiutarci, ed una ricompensa al di sopra di ogni nostra aspettativa, perché sarà quella ricompensa medesima che fu data alla santa Vergine. Portiamoci dunque ora al letto della sua morte ad impetrare l’eredità delle sue virtù e soprattutto la febbre del suo divino amore e la sua benedizione…» (12).

 

E, scrivendole nel 1813 da Bardassano il Lanteri si augura che la novena a Maria le ottenga la grazia di iniziare ogni giorno e di vivere nella fede (13).

Nelle Massime indirizzate ad una dama penitente, probabilmente nobile e sposata di recente, il Lanteri suggerisce di chiedere a Maria le seguenti grazie:

«La generosità di animo, e la libertà di cuore nell’agire e nel soffrire, la fedeltà nelle risoluzioni fatte a Dio, la tranquillità, l’allegrezza, l’amore del prossimo, la compassione delle miserie altrui, la bontà, la pazienza, la longanimità, l’affabilità, la condiscendenza in tutto ciò che non è offesa di Dio; insomma l’essere mite ed umile di cuore, è egli carattere che mi prefiggo di avere e che domanderò continuamente al S. Cuore di Gesù e di Maria» (14).

 

Similmente, in un altro testo, leggiamo:

«Quanto ai sentimenti di superbia che vi assalgono, non dovete scoraggiarvene, ma disprezzarli sulla persuasione che ne siamo impastati, e chiedete a Maria Santissima l’umiltà…» (15).

 

Ancora, negli «Appunti» di discorsi sull’Assunta, leggiamo:

«Uno sguardo a Maria che muore d’amore per Dio. Desiderio d’imitarla; fa che arda il mio cuore. E’ assunta tra gli Angeli in cielo. Invidia di tenerle dietro; chiederle che almeno ci stacchi il cuore dalle cose di questa terra. Incoronata in cielo; oggetto di ammirazione poiché sopra Maria non c’è più che Dio, sotto Maria c’è tutto ciò che non è Dio; prostrarsi con gli angeli per venerarla. (…)

Maria Vergine fu incoronata in cielo come Figlia, come Madre, come Sposa; con triplice corona di Sapienza, di Potenza, di Bontà; con l’attendere all’orazione si partecipa alla sua Sapienza, con vincere se stesso si partecipa della sua Potenza, con la carità, cordialità, condiscendenza verso il prossimo si imita la sua Bontà» (16).

h) ci ottiene i «lumi» necessari:

-  per vivere con fedeltà la propria vocazione:

«Professerò sempre una particolare e tenera devozione al S. Cuore di Gesù, ed a Maria Vergine, che sono le fonti di tutte le grazie, ad essi mi indirizzerò in tutti i miei bisogni, perché mi diano lumi e grazie necessarie, fermamente persuasa che è impossibile che essi mi abbandonino, e non si interessino per me» (17).

All’oblato Luigi Craveri che lascia la congregazione il Lanteri scrive:

«M. [Maria] V.ne cui Ella si dedicò in modo speciale unitamente con noi per promuovere questa sua Congregazione, non crederei che le abbia suggerito di lasciare uno stato di migliore e maggior bene da lei riconosciuto e confessato più volte per tale, e di contravvenire alle obbligazioni contratte con questa stessa Congregazione…» (18).

- per fare le scelte secondo la maggior gloria di Dio. Così, ad esempio, nella lettera del 12 gennaio 1816 indirizzata all’oblato Craveri, il Lanteri, dopo averlo informato che il Provicario è impossibilitato a dare gli esercizi a Casale, gli chiede se può darli lui al suo posto. E per tale scelta gli assicura:

«... mi restringerò a pregare il Signore e Maria Ss. perché le dia i lumi, ed aiuti opportuni» (19).

i) otteniamo la celeste Sapienza. Così il Lanteri invita gli Oblati:

«Riguardo al modo [dello studio] ricorreranno in primo luogo con l’orazione al Padre dei lumi e alla Madre della celeste Sapienza, perché vogliano illuminare la loro mente e fornirli della necessaria scienza» (20).

l) ci configura a Cristo:

«Il frutto… che incessantemente chiedono a Gesù ed a Maria, è una grande somiglianza ed unione con Gesù, ove consiste tutta la santificazione nostra» (21).

m) ci ottiene la grazia di vivere giorno per giorno, momento per momento, alla presenza di Dio:

«Conversar sempre con le Divine Persone. Desiderarle di presto vederle per amarle senza intermissione e non più offenderle. Maria Vergine e San Giuseppe ne ottengano l’esecuzione dal Sacro Cuore di Gesù, e la continua sua unione, compagnia e società. Te Deum laudamus» (22).

n) ci assiste nell’ora della morte:

«Io credo, io spero di salvarmi, benché colpevole ed ingrata. Voi, o Ss. Vergine, soccorretemi in questo pericoloso ed ultimo combattimento. Maria Mater gratiæ, Mater misericordiæ, tu me ab hoste protege, et mortis hora suscipe. Glorioso Patriarca S. Giuseppe, datemi questa grazia che io spiri l’anima nelle vostre mani, nelle mani di Gesù, e di Maria » (23).



(1)  Pre, 2305b:T1,4.

(2) Spi,2006:T7.

(3) Org,2262:T2,2,5.

(4) Pre,2335u:T8,2.

(5) Spi,5223:T12,1

(6) Pre,2335t:T3,7

(7) C3,239:T1; cfr. anche Org,5269:T1,3.

(8) Asc,2268a:T25,8,2; cfr. anche Spi,2011a :T6,1.

(9) Asc,2268a:T24,1

(10) Cfr. Pre,2332:T2.

(11) Spi,2008:T6,1

(12) C2,303:T

(13) «Je suis en attendant bien aise de vous voir bien ferme à commencer toujours et vivre de foi, et c’est tout le fruit que je vous demande, et que je vous souhaite dans cette neuvaine de votre Sainte Mère...» : C2,336 :T.

(14) C2,128 :T6,14.

(15) C2,323 :*1.

(16) Asc,2268a:T25,2.

(17) C2,128:T5.

(18) C5,146:T1.

(19) C3,101:T.

(20) Org,2262 :T3,3.

(21) Org,2262:T1,1,5.

(22) ScrIned, «Appunti spirituali in fogli sciolti», S. 4, vol. 1, fasc. 2, doc 432, 87.

(23) Pre, 6304b:T2,9.

 

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