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La devozione mariana


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La devozione mariana Stampa E-mail

 

Il ricorrere a Maria ci viene anzitutto insegnato dalla stessa Madre Chiesa:

«Dopo il ricorso alla Ss. Trinità ed alla Ss. Umanità di Gesù Cristo, la S. Chiesa ci insegna a ricorrere alla Ss. Vergine Maria onde soggiunge subito nelle Litanie Sancta Maria ora pro nobis.  

Non mi tratterrò a dimostrare l’equità di questo giudizio e modo di procedere della S. Chiesa, la quale sempre assistita dallo Spirito Santo tutto ciò che fa sarà sempre ottimamente fatto; ed in verità quale maggiore convenienza che dopo l’invocazione alla Ss. Trinità c’indirizziamo subito a quella che è Figlia del Padre, Madre del Figlio, Sposa dello Spirito Santo?

Troveremo noi altrove titoli, prerogative ed eccellenza più grande o anche solo uguale a questa?» (1).

«La stessa S. Chiesa ci propone sovra tutte le creature, sovra tutti i Santi, sovra tutti gli Angioli a venerare Maria, esigendo a ragione della sua virtù ed eccellenza tutta particolare e superiore ad ogni altra; una venerazione ed un culto che chiama per questo culto Iperdulia. Dunque sola può dirsi veneranda a preferenza di tutti, e in conseguenza dobbiamo unirci alla S. Chiesa per invocarla particolarmente con questo titolo: Virgo Veneranda ora pro nobis» (2).

«...di questo culto si onora soltanto Maria Vergine per due titoli:

1. per i doni speciali di grazia e di gloria a lei comunicati sopra tutti gli Angioli e tutti i Santi;

2. a cagione della maternità di Dio e della prossima consanguinità con Gesù Cristo, Figliuolo di Dio, che il Suarez chiama quasi affinità con Dio. Si veda quindi:

1. l’obbligo d’avere particolare devozione a Maria Ss.ma, cioè ecc.;

2. il lucro cessante di coloro che trascurano tale devozione;

3. il danno emergente di chi biasima tante pratiche esteriori di devozione verso Maria approvate dalla Chiesa, perché è questo molto maggior peccato che biasimare le pratiche verso i Santi (3).

«... perciò rettamente ed utilmente noi veneriamo Maria Vergine ed i Santi per quelle sovrannaturali qualità partecipate loro da Dio, e noi li invochiamo come nostri Patroni, come amici di Dio e intercessori possenti presso Dio, non perché ci comunichino essi, ma acciocché colle loro orazioni suppliscano ai nostri difetti, e ci ottengano da Dio quel che chiediamo, poiché non sempre siamo degni e capaci di partecipare dei suoi doni e delle sue grazie (4).

«Maria – scrive il Lanteri – è costituita Madre da Dio stesso, perciò direi, tenuta agli uffici di madre e più di ogni madre, perciò vi fa da avvocata e mediatrice, e s’interessa per voi, siate sicuri, siete salvi; non può perire alcuno per cui s’interessi Maria. Dunque, devozione grande a Maria: v’entra il vostro interesse» (5).

La devozione a Maria deve portarci non solo ad amarla e ad onorarla, ma anche ad accrescere la fiducia in Lei e nel suo patrocinio:

«... ad Essa dobbiamo ricorrere ed in lei riporre tutta la nostra fiducia» (6).

«Sebbene Dio non ami le vostre mancanze e venialità, ama però la vostra persona. Ad una madre amorosa dispiace la debolezza ed infermità del figlio, ma ama il figlio, e lo compassiona, e lo aiuta; anzi quanto maggiore è l’infermità del figliuolo, tanto maggiore è l’aiuto che gli presta» (7).

Negli appunti dei discorsi sull’Assunta, il Lanteri ci indica con quale spirito deve essere celebrata la novena e la festa: quello di imitare Maria.

«1. Dimorare fra i cori degli Angioli, imparare da essi le grandezze di Maria Vergine che l’elevano sopra tutto ciò che non è Dio, e mettono ai suoi piedi tutto ciò che è inferiore a Dio, e dopo il suo ingresso in cielo, godettero un nuovo Paradiso in Paradiso; trattenersi particolarmente con S. Gabriele e quello che fu custode della Beata Vergine, prendendoli tutti per intercessori presso Dio e la loro Regina per ottenere la santa purità.

2. Trattenersi con i Patriarchi e Profeti che tanto sospiravano la venuta di Maria e che ne predissero tante belle cose, chiedere loro qualche cognizione di Maria; desiderare di vederne la sua gloria; imitare quel Santo che si protestava pronto a sostenere qualsiasi martirio per vedere anche solo di passaggio la gloria di Maria. Conversare particolarmente con S. Gioacchino, S. Anna, S. Giuseppe.

3. Passarsela con i Ss. Apostoli e Discepoli che furono i favoriti di Maria; imparare da essi ad amarla; trattenersi particolarmente con S. Giovanni Evangelista, e S. Luca.

4. Trattenersi con i Martiri che mettono ai suoi piedi le loro palme e corone, riconoscendola loro Regina, massime per quanto Essa soffrì nel suo cuore ai piedi della croce, animarsi a soffrire anche qualche cosa per Dio, giacché ogni minimo patimento è contraccambiato in così gran gloria in cielo.

5. Conversare con i Confessori che riconoscono la loro Santità, particolarmente da Maria, prendere la risoluzione di imitare le loro virtù, prenderli per intercessori presso Maria di una veloce santità.

6. Trattenersi a conversare con le Vergini, considerare i loro sforzi per resistere alle tentazioni e conservare la bella virtù della verginità: ricorrere alla loro intercessione ed all’intercessione della Vergine per eccellenza, per ottenere lo stesso.

7. conversare con tutti i Santi del vecchio e del nuovo Testamento che tutti si gloriano di riconoscere e venerare Maria Vergine per loro Regina, per chiedere a tutti che ci ottengano da Dio e da Maria la perseveranza nel bene» (8).

 

La devozione mariana non può allora rimanere a livello di bocca, ma deve diventare vita, opere, secondo la volontà di Dio.

«La vera devozione dev’essere religiosa, cioè tale da unire il cuore alla bocca e all’opera, altrimenti diventa un compimento vuoto e inutile. La devozione è la volontà pronta e decisa di eseguire tutto ciò che desidera la Santa Madre di Dio. In base a questa regola devono essere esaminati gli atti della devozione, se cioè procedono da questa volontà come effetti e segni, o ad essa dispongono come mezzi dei quali dobbiamo servirci per raggiungere questo ultimo scopo» (9).

E’ chiaro che «eseguire tutto ciò che desidera la Santa Madre di Dio» significa, come a Cana, fare unicamente ciò che vuole il Figlio da noi: «Fate quello che vi dirà» (Gv 2,5).

Per il Lanteri non vi è affatto il rischio di «esagerare» nella devozione:

«Quanto alla devozione verso Maria Vergine si rifletta che non si può eccedere, 1. in onorarla, dacché il Verbo eterno volle onorarla qual sua Madre; 2. in amarla, dacché lo Spirito Santo l’amò a segno di volerla sua sposa; 3. in confidenza, dacché il Padre Eterno le confidò la cura del suo Unigenito» (10).



(1)  Pre,2305b:T1,1

(2) Pre,2305b:T2,1.

(3) Pre,2335e:T3,5.

(4) Pre,2335e:T3,6.

(5) Pre,2335t:T3,7.

(6) Pre,2305b:T1,2.

(7) Spi,2368b:T5,7.

(8) Pre,2332:T2.

(9) AOMV, IV, 435.

(10)  Pre,2335t:T3,7.

 

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