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Unione degli Oblati


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Unione degli Oblati Stampa E-mail

 

 

« (Gli Oblati) usano tutti i mezzi per conservare l’amore ed unione reciproca; perciò sono attenti a stimarsi vicendevolmente tutti, disposti sempre a qualunque sacrificio per non mai rompere la carità. Amano prevenirsi in ogni occasione, ed essere ammoniti da tutti dei propri difetti ».  

 Per ben praticare quest’unione,

1) si studieranno d’imitare, il più da vicino che potranno, la condotta del divin Maestro nel convivere con i suoi Apostoli e discepoli, ricopiando con ogni diligenza la sua dolcezza inalterabile in ogni occasione, e saranno solleciti di stimarsi ed amarsi tutti.

2) Procureranno di avere verso tutti una stima sincera, costante, e fondata sulla fede, non vedendo nei membri della Congregazione che altrettante immagini di Dio, e fratelli di Gesù Cristo.

3) L’amore poi, con il quale si ameranno, sarà un amore cordiale, quale si conviene a veri fratelli di una stessa famiglia; —   un amore affabile, per cui facilmente e con piacere si comunicheranno i sentimenti di pietà e le notizie di studio; —  un amore preveniente, godendo di potersi rendere all’occasione scambievolmente qualche servizio; ed infine un amore sofferente, sopportando facilmente i difetti fra di loro, senza dar segno di risentimento o di molestia, e dimenticando facilmente ogni offesa o disgusto ricevuto, perché la carità è un bene infinitamente superiore a qualunque altro bene. Né contenti di amar i loro fratelli come se stessi, procureranno ancora di amarli di più di se medesimi, per meglio imitare la carità di Gesù Cristo, che per eccesso di amore ha posto la vita sua per noi.

 

4) Intanto, per non dar luogo ad alcun raffreddamento nella carità, useranno le seguenti avvertenze; cioè: si guarderanno diligentemente non solo da qualunque avversione, ma anche dalle amicizie particolari, le quali raffreddano spesso l’amicizia con gli altri, e diventano facilmente viziose, non essendo d’ordinario fondate in Dio solo.
Parleranno sempre bene di tutti, abborrendo ogni ombra di detrazione in sé e negli altri, e si guarderanno gelosamente da ogni sospetto tra di loro, essendo questo come un vento di tramontana, che gela la carità nel cuore.
 Interpreteranno tutto in bene, scusando nel loro cuore, e con gli altri l’intenzione, se non potranno l’azione.

Non contrasteranno mai con veruno, giusta l’avviso di S. Paolo1, ma, essendovi disparità di pareri, proporranno sempre le loro ragioni con modestia e dolcezza, per conservare la buona armonia con tutti, e la pace del cuore con se stessi.
Non s’immischieranno in modo alcuno nell’impiego altrui, di cui sanno non doverne egli render conto che al Superiore.
Si guarderanno dal parlare con chicchessia o riprenderlo con aria e tono da superiore.
Inoltre, per evitare maggiormente ogni sorgente di dissensione e raffreddamento nella carità, non solo saranno attenti a guardarsi da ogni amor disordinato alla roba, al proprio giudizio, al volere, ed al comodo privato, essendo tutte queste cose opposte all’amore comune di Dio, e del prossimo, ma saranno ancora premurosi di conservare l’uniformità in ogni cosa, nella dottrina, nel sentire, e nel volere, come pure nel vitto e nel vestito.

Saranno infine attenti a non raffreddarsi nell’amore di Dio, da cui dipende la pratica delle virtù, e massime della pazienza nelle occasioni di qualche disgusto, o di altro sinistro accidente, giovando questa molto a mantenere e fomentare la carità.  Che se, nonostante tutte queste avvertenze ed attenzioni, alcuno si sarà lasciato sfuggire qualche parola, o tratto, che sia stato meno edificante, od abbia offeso chicchessia, procurerà di rimediarvi al più presto, e riconciliarsi subito, secondo la massima di San Paolo2.

 

5) Inoltre, quando avranno commesso qualche difetto, brameranno d’essere corretti da tutti e di essere conosciuti per difettosi, come pure saranno riconoscenti a chi li avrà corretti e contenti, che i loro difetti siano anche manifestati al Superiore da chiunque li sappia fuori di confessione.

6) Se poi vedranno difetti in altri, non se ne stupiranno mai, pensando a se stessi, e quando il difetto sarà patente, ciascuno si farà un dovere di carità di ammonire soavemente il compagno inter te et ipsum solum, come bramerebbe egli stesso d’essere ammonito. Prima però di parlare si ritirerà a far orazione.

 

1 "Ricordati di queste cose, scongiurando davanti a Dio che si evitino le dispute di parole, le quali servono solo alla rovina di chi ascolta" (2Tm 2,14)

2 "Il sole non tramonti sulla vostra ira" (Ef 4,26)

 

 

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