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Oblati di Maria Vergine


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OMV INTERNATIONAL MEETING ON FORMATION - INCONTRO INTERNAZIONALE OMV SULLA FORMAZIONE Stampa E-mail

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Dal 1° al 4° ottobre, tutti coloro che sono coinvolti nella formazione e vocazione nella Congregazione degli Oblati di Maria Vergine si sono incontrati a Milton, Stati Uniti, per valutare e deliberare su tutto il processo formativo. I 14 partecipanti rappresentavano Italia, Francia, Austria, Stati Uniti, Argentina, Canada, Brasile, Nigeria e le Filippine. I punti importanti sono emersi nel corso della riunione, alcuni dei quali sono stati: la persona in formazione deve sviluppare una profonda adesione della mente e del cuore a Cristo; i formatori devono svolgere il loro compito in un clima di dialogo e di collaborazione, devono avere la capacità di comunicare l'identità religiosa degli Oblati alla persona in formazione, preparandolo a vivere quotidianamente la sua consacrazione e della sua missione apostolica secondo lo spirito e il carisma del Padre Fondatore, Pio Bruno Lanteri.

 

 
Il ricco e il povero Lazzaro Stampa E-mail

XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C), Lc 16,19-31


La parabola del ricco e Lazzaro nel vangelo è una parabola che ci insegna che non dobbiamo confidare nelle nostre ricchezze. Il ricco nella parabola ha tutto, solo che è egoista; è cieco e sordo alle necessità degli altri. Dio mette Lazzaro alla sua porta così donandolo la possibilità di essere generoso, ma costui rimane chiuso nella sua ricchezza. Vedete il pericolo del attaccamento inutile alle ricchezze - ci blocca la vista, ci rende chiusi, ci delude. In questa parabola, c’è un incredibile capovolgimento delle cose. La situazione del ricco è capovolta, era ricco sulla terra, si vestiva all’ultima moda, vestiti firmati, godeva la vita terrena alla sua pienezza, ma ora giace negli inferi fra i tormenti. La situazione del povero Lazzaro è rovesciata anche. Soffriva sulla terra ma ora trova consolazione, ricompensa, vive in pace fra i santi in cielo.
Avete notato che in nessun’altra parabola Gesù da un nome ai personaggi? Ma in questa parabola Gesù assegna un nome a quel povero, si chiama Lazzaro, che vuol dire, il Signore aiuta. Gesù riferisce al ricco come un uomo ricco, un tale, non ha nome. Nel nostro mondo d’oggi, chi ha nome? I ricchi. A chi sono dedicate le prime pagine dei giornali? Ai ricchi, a chi ha successo, a chi è potente. 
Quel ricco non è condannato perché era ricco, non è condannato perché non pagava le tasse, o perché rubava, e forse era un religioso, andava al tempio a pregare, ma è stato condannato perché era indifferente ed insensibile alle necessità e alle sofferenze del fratello. La condizione in cui Lazzaro era lasciato sulla sua porta era disumana e lui non faceva niente per aiutare. Quindi commetteva un grave peccato dell’omissione, si chiudeva nel suo mondo e non accettava la logica della condivisione dei beni. È condannato perché confidava nel creato, cioè la ricchezza invece di confidare nel suo Creatore, cioè Dio. Ecco perché Geremia 17, 5 dice: «Maledetto l’uomo che confida nell’uomo, e pone nella carne il suo sostegno.” Maledetto chi si affida alle ricchezze, all’uomo, alle sue forze, ai suoi disegni. Resterà deluso sempre. La sua vita dopo la morte è un grande fallimento. Sal 117 dice che è meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nell'uomo. È meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nei potenti. Il messaggio ottimo della parabola è questo: usiamo le ricchezze con un distacco. Con le nostra ricchezze siamo generosi verso gli altri.

Buona Domenica!

 
L'amministratore disonesto Stampa E-mail

XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C),Lc 16,1-13

Fra tutte le parabole di Gesù, questa del vangelo d’oggi è la più sconcertante. Si chiama la parabola dell'amministratore disonesto. Il padrone loda quest'amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. Che un padrone lodi il suo amministratore chiaramente disonesto, sembra proprio in opposizione non solo al Vangelo ma a qualsiasi etica umana. Ma come mai Gesù loda un impiegato corrotto? Ogni parabola ha il suo messaggio che viene messo in risalto, qui l’accento è messo non sulla disonestà dell’amministratore furbo, ma sulla sua accortezza. Quando una persona si trova in una situazione d’emergenza, una situazione difficile, pericolosa, dovrà prendere una decisione e trovare una via di uscita. Questo uomo si trova nei guai, è senza stipendio, ma deve fare qualcosa per garantirsi la sopravvivenza. Lui analizza le cose, le situazioni; calcola bene le alternative possibili e trova subito la via dell’uscita. È per questo che Gesù lo apprezza. Gesù loda la sua capacità di saper utilizzare il presente per assicurarsi il futuro, sfruttando l'oggi per provvedere al suo domani. Occorre dire subito che Gesù non vuole che imitiamo la sua disonestà, ma che imitiamo la sua prudenza. Ci presenta la condotta di un cattivo amministratore non per insegnarci a diventare dei ladroni, ma per indicarci un comportamento di prontezza nel lavorare per il regno di Dio. La vita sulla nostra terra dura un attimo, è breve. Non c’è tempo da perdere. Ognuno di noi porta scritto nella sua natura la data della sua scadenza, per cui occorre agire con prontezza e saggezza sempre. 
Carissimi, con questo vangelo, Gesù ci invita a mettere impegno nelle cose spirituali, quanto ne mettiamo nelle cose della terra. Nella sua totale mancanza d’etica l'amministratore fu coerente nel suo impegno di assicurarsi il pane. Dobbiamo impegnarci, calcolare e pianificare come possiamo assicurarsi nel regno di Dio, non attraverso l’infedeltà ma con la sincerità. Noi da "figli della luce", siamo chiamati ad agire con sapienza evangelica, con “santa” scaltrezza (Mt 10,16) dice: "Siate prudenti come serpenti e semplici come colombe".

 
Il padre misericordioso Stampa E-mail

XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C), Lc 15,1-32
Nel vangelo d’oggi, Gesù racconta la parabola del figlio prodigo. Ma il vero protagonista della parabola è il padre che fa festa per il figlio ritrovato, come si farebbe per uno che fosse risuscitato dai morti. Un giovane disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Nella mia cultura nigeriana (non so nella vostra), è un grande tabù fare tale richiesta, chiedere l'eredità mentre il padre è ancora in vita: è come se desiderasse la morte improvvisa del padre. Ma il padre lo fa esattamente il desiderio del figlio, non oppone alcuna resistenza. Questo comportamento del padre indica il rispetto di Dio nei confronti delle scelte dell’uomo. Egli esorta, educa, consiglia, accompagna, ma lascia sempre la libertà, anche di sbagliare. La meta del giovane è un paese lontano. Rompe il rapporto con la sua famiglia e le sue radici religiose e va a stabilirsi fra i pagani. Ma lì non trova felicità e pace. Questa è la conseguenza dell’allontanamento da Dio, del rifiuto del suo amore. Cerchiamo la felicità nella droga, nei falsi amici, cerchiamo la libertà assoluta, alla fine ci rimaniamo male. Il ragazzo, dopo aver capito come sono le cose, sceglie di tornare al suo padre. Sembra l’unica scelta corretta che ha fatto nella sua vita. La conversione è esattamente questo: un viaggio del cuore verso la casa, un percorso che consiste nell’abbandonare il nostro peccato per tornare a Dio che ci aspetta.

Questa parabola è per ciascuno di noi: noi tutti siamo quel figlio che il peccato ha allontanato dal amore del Padre, che deve ritornare e che ha bisogno del perdono. Ricordiamo che il perdono di Dio è un’effusione di misericordia e amore. La Sua tenerezza è più forte dei nostri peccati. Il cuore di Dio ha un unico e grande desiderio: che ogni uomo non si perda. Egli è legato al suo popolo con un amore ‘esagerato’. Dio ti ama nel modo tale che se tu fossi l’unico peccato nel mondo, Dio avrebbe mandato il Suo unico Figlio per salvare solo te.

P. John Idio, OMV

 
Giornate Lanteriane - Lanterian Days 2013 Stampa E-mail

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The Oblates and the lanterian family gathered at the home of spirituality Fr. Pio Bruno Lanteri, San Vittorino, Rome, for an annual event called “Lanterian Days”. The theme that guided the days from the 26th to the 29th of August was: so also the Blessed Virgin advanced in her pilgrimage of faith ... The presentation of Fr Gian Matteo Roggio, a missionary of Our Lady of La Salette, invited the participants to reflect on the Blessed Virgin Mary who precedes us in the pilgrimage of faith ....Fr. Gian Matteo said that living the Christian life means choosing to live our baptismal promises, the triple and total renunciation of Satan, renouncing the power of evil... Emanuel, a youth who is aspiring to become an oblate spoke of his personal experience of the event, and the topic that touched him the most. The participants came from Rome, Teramo, Turin, Pisa, Sassari, Chiavari, Franca Villa and Pantelleria. The 4 days were lived in the celebration of the Holy Eucharist, in prayers, sharing and fellowship. The last day of the programme was dedicated to the devotion to the B. V. Mary in Venerable Fr. Bruno Lanteri. The person who spoke on this topic was Fr. Armando Santoro, OMV, who summed up the Marian spirituality that is characterised in Father Lanteri. Among the participants was Fr Sergio Zirattu, the Rector Major of the Oblates of the Virgin Mary. Fr Sergio explained the relationship between Lanteri and Mary and told the participants what inspired this kind of gathering and its importance to the Lanterian family...

 
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